Poesia

Una favola di mamma!

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Segni particolari: donne, mamme e scrittrici!
Queste le caratteristiche di Loredana Limone, Laura Bonalumi, Patrizia Franchina e Nicoletta Bortolotti, che presso La Feltrinelli di Monza sono state protagoniste dell’incontro “Tra batuffoli e fiabe”, moderato da Raffaella curatrice del blog Monza Reale.

Oggi non ho scritto, ho ascoltato da mamma accompagnata da Rebecca.

 

Da sinistra: Laura Bonalumi, Nicoletta Bortolotti, Loredana Limone e Patrizia Franchina

Tra fiabe e una piacevole chiacchierata, Loredana e le sue amiche ci hanno raccontato del loro percorso da mamme a scrittrici per un pubblico di giovani lettori. Da appassionata di produzione letteraria femminile confermo, che l’universo della scrittura delle donne gode di potenzialità infinite e che una prerogativa del tutto esclusiva spetta alle mamme.

A dispetto della stanchezza e delle sfide che il ruolo di donna moderna e multitasking ci impone, siamo tutte narratrici per una tenera platea d’eccezione, che ogni sera ci attende per chiudere in dolcezza la giornata.

Ebbene sì mamme, riflettendo sulle parole di Laura è proprio così, siamo tutte narratrici “su commissione”.

Le parole sussurrate in penombra tra il tepore delle lenzuola prima della nanna o le vicende inventate come benevoli inganni per figli inappetenti sono state per alcune delle autrici una vera e propria palestra come mamme prima e come scrittrici poi. Questo è stato il caso di Loredana Limone, che nel 2008 pubblica “Il fagiolo magico e altre fiaboricette” (Sarnus) aggiungendo un tocco davvero geniale alle fiabe più note della tradizione. Cosa fa Cenerentola della sua zucca dopo mezzanotte? Cosa mangiavano i sette nani a colazione? Curiosi dettagli di cui né piccoli né adulti erano a conoscenza.

Eccoci al nocciolo della questione: leggere ai bambini è un arricchimento reciproco “uno scambio, una crescita“, come afferma la stessa Loredana, che negli anni ha continuato a far sognare anche gli adulti in atmosfere dai contorni fiabeschi con la trilogia di Borgo Propizio (Salani) e per la quale è ben nota al pubblico. Non solo. Avviare i bambini e i ragazzi alle letture sane e portatrici di valori sacri, come l’amicizia, è una nostra grande responsabilità.

In altri casi l’esperienza professionale, oltre a quella come madri, è stata un ulteriore stimolo alla scrittura per ragazzi. Così è accaduto a Nicoletta, che nella vita fa la redattrice o a Patrizia, che come insegnante ha alle spalle fogli e fogli di fiabe scritte per i suoi alunni.

Per me, che poco mi sono cimentata finora con la scrittura per ragazzi, se non per esplicita richiesta di mia figlia appunto, è fondamentale comprendere un passaggio: in che modo è possibile filtrare la realtà nei suoi aspetti anche più duri e renderla in una scrittura che sia fruibile per i lettori più giovani? 

La risposta delle autrici è stata unanime. Tutte e quattro hanno riconosciuto nell’ascolto, nell’osservazione e non ultimo nell’esperienza come mamme i presupposti dei loro testi per bambini e adolescenti.

“La difficoltà più grande è trovare una voce narrante attraverso cui l’autore adulto possa dipingere la realtà di un adolescente”, dice Nicoletta, che pone al centro de “In piedi nella neve” (Einaudi Ragazzi) un episodio legato alla drammatica storia dello scorso secolo, una partita di calcio giocata a Kiev nel 1942 tra ucraini e nazisti. Un tema di certo non facile ma eccellentemente reso in fiction da Nicoletta a favore di un pubblico di ragazzi, molto spesso invece destinatari di scelte editoriali edulcorate e protettive.

La realtà non ha poi così tanti tabù per i più piccoli, se lo strumento linguistico, la costruzione dei personaggi e il registro si adeguano al target. In questo la sensibilità delle mamme è senz’altro un valore aggiunto. Anzi, è proprio attraverso la scrittura e la trattazione anche di tematiche più delicate, che il ruolo di mamma si estende a divulgatrice di valori, dal letto di una cameretta alle scuole, ad una intera generazione. Patrizia nella raccolta “Ti racconto una storia” (Giovane Holden) affronta il tema della diversità: a quale lettore migliore, se non un bambino, proporre il tema della tolleranza, se vogliamo davvero un futuro diverso? Allo stesso modo, con il suo lago ghiacciato anche d’estate, Laura Bonalumi ne “Il lago del tempo fermo” (Edizioni Piemme) insegna l’importanza di liberare e comunicare le emozioni.

A “Tra batuffoli e fiabe” ho messo da parte la mia penna e mi sono lasciata incuriosire da come nasce una lettura per i ragazzi. Sono stata mamma e forse pure un po’ bambina.

È proprio in occasioni così piacevoli che la lettura è una doppia risorsa: per i ragazzi, che scoprono nuove pagine da sfogliare e per le mamme, affinché nella frenesia del quotidiano non perdano mai il filo magico, che attraverso i nostri figli riconduce alla fantasia.

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~ L’OGGETTO DEL DESIDERIO PRIMORDIALE ~

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Ti ho vista.Ti ho voluta.

Mi hai tentata. Ti ho lasciata.
Ti ho immaginata per mesi
da quella mattina di giugno,
in cui mi hai conquistata.
Ti ho accarezzata,
sognando di solcare
le trame della carta di lino
bramosa d’inchiostro.

Da Jacopo a Robespierre,
dall’amor cortese
allo spirito rivoluzionario,
solo tu,

Notre Dame,
la Penna.

È nostalgico e taciuto
l’orgasmo intellettuale
del poeta digitale,
che ancor oggi
con goduria inaudita,
ti afferra e ti affida,
deliri sospirati,
melodrammi,
e scarabocchi formattati.

 

La mia borghese penna a sfera
vestita di lusso haute couture Maison Martin Margiela, Paris.
Scrittura su carta versione 5.0

 

Vogliate concedermi con ironia il banale barlume di questo mio vespertina acquisto, così spudoratamente effimera e materiale.

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~ I LACCI SI SCIOLGONO IN POESIA ~

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Devo porgere le mie più umili scuse al mio blog, al mio cassetto virtuale.

Ieri ho realizzato che non gli ho più portato rispetto. E di rispetto anche per me ultimamente ne ho avuto molto poco. Mi sono lasciata travolgere dalle passioni personali, in tutti i sensi.

Se Maria Lai nella sua visione del mondo, ne ricuciva i fili scuciti, io dai fili o meglio ancora, dai lacci mi sento incatenata.

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Maria Lai, artista sarda

Le nostre prospettive sono assolutamente diverse e di segno inverso.

Entrambe ci muoviamo da un’anima isolana seguendo due istinti opposti.

Lei nella gioia della sua forza centripeta raccoglie i pezzi del mondo nell’immenso abbraccio dell’universo. La mia è una forza divincolatrice e sconfitta anche quando vince.

Perché mi insoddisfa anche vincere.

Lei è fuori dai fili, io sono esattamente in mezzo.

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A me, incoerenza emotiva nel suo stato extravergine, i pezzi del mondo stanno bene dove sono.

Nella mia visione del cosmo prevale la libertà del singolo, che nel suo progetto di self-transformation*, interagisce con le altre palle sul tavolo da gioco di un biliardo umano e facendo buca soccombe.

Lacci dentro, lacci fuori, lacci attorno. Elastici e collosi. Umani e mentali. Venosi e serpeggianti.

Nella poesia i miei lacci si stendono, uno ad uno, solo per pochi istanti.

Per questo alla poesia ritorno ogni volta che ho bisogno di riprendere fiato.

* “I’m only interested in people engaged in a project of self-transformation”, Susan Sontag 1974. È una frase che mi si cuce addosso come la pelle. Ne riparlerò.

 

 

 

 

#DonneEScrittura: la rivoluzione parte da Twitter

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Grazie mille a Stefania per aver dato spazio alla mia iniziativa di #DonneEScrittura con questo bellissimo articolo!

Muore una donna

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Una donna muore

una sera,

sul divano, 

sola.

Si dissolve

nel fumo di se stessa

e della sigaretta

che ha spento

senza pietà;

si scioglie 

tra le lacrime 

di una stima

andata a male, 

si mescola 

ad una sensualità

ammuffita e rassegnata;

si schianta

ed è frantumi

tra i pugnali del

suo ultimo bicchiere 

lanciato sulla porta;

si acceca nel

buio avvolgente,

si intontisce

di silenzi indifferenti

e mentre barcolla

allunga una mano

nel desiderio 

di una carezza,

sola. 
  

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Saremo l’estate

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Avremo un tempo,

avremo uno spazio.

E torneremo

come l’estate

di luce accecante,

di aria calda,

di gioia incosciente.