~ L’OGGETTO DEL DESIDERIO PRIMORDIALE ~

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Ti ho vista.Ti ho voluta.

Mi hai tentata. Ti ho lasciata.
Ti ho immaginata per mesi
da quella mattina di giugno,
in cui mi hai conquistata.
Ti ho accarezzata,
sognando di solcare
le trame della carta di lino
bramosa d’inchiostro.

Da Jacopo a Robespierre,
dall’amor cortese
allo spirito rivoluzionario,
solo tu,

Notre Dame,
la Penna.

È nostalgico e taciuto
l’orgasmo intellettuale
del poeta digitale,
che ancor oggi
con goduria inaudita,
ti afferra e ti affida,
deliri sospirati,
melodrammi,
e scarabocchi formattati.

 

La mia borghese penna a sfera
vestita di lusso haute couture Maison Martin Margiela, Paris.
Scrittura su carta versione 5.0

 

Vogliate concedermi con ironia il banale barlume di questo mio vespertina acquisto, così spudoratamente effimera e materiale.

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~ I LACCI SI SCIOLGONO IN POESIA ~

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Devo porgere le mie più umili scuse al mio blog, al mio cassetto virtuale.

Ieri ho realizzato che non gli ho più portato rispetto. E di rispetto anche per me ultimamente ne ho avuto molto poco. Mi sono lasciata travolgere dalle passioni personali, in tutti i sensi.

Se Maria Lai nella sua visione del mondo, ne ricuciva i fili scuciti, io dai fili o meglio ancora, dai lacci mi sento incatenata.

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Maria Lai, artista sarda

Le nostre prospettive sono assolutamente diverse e di segno inverso.

Entrambe ci muoviamo da un’anima isolana seguendo due istinti opposti.

Lei nella gioia della sua forza centripeta raccoglie i pezzi del mondo nell’immenso abbraccio dell’universo. La mia è una forza divincolatrice e sconfitta anche quando vince.

Perché mi insoddisfa anche vincere.

Lei è fuori dai fili, io sono esattamente in mezzo.

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A me, incoerenza emotiva nel suo stato extravergine, i pezzi del mondo stanno bene dove sono.

Nella mia visione del cosmo prevale la libertà del singolo, che nel suo progetto di self-transformation*, interagisce con le altre palle sul tavolo da gioco di un biliardo umano e facendo buca soccombe.

Lacci dentro, lacci fuori, lacci attorno. Elastici e collosi. Umani e mentali. Venosi e serpeggianti.

Nella poesia i miei lacci si stendono, uno ad uno, solo per pochi istanti.

Per questo alla poesia ritorno ogni volta che ho bisogno di riprendere fiato.

* “I’m only interested in people engaged in a project of self-transformation”, Susan Sontag 1974. È una frase che mi si cuce addosso come la pelle. Ne riparlerò.

 

 

 

 

#DonneEScrittura: la rivoluzione parte da Twitter

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Grazie mille a Stefania per aver dato spazio alla mia iniziativa di #DonneEScrittura con questo bellissimo articolo!

#DonneEScrittura

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Da un po’ non scrivevo sul mio blog. Non è stata pigrizia, non si è trattato di disinteresse. Anzi, stata mentalmente impegnatissima in almeno due progetti #NelMioAltrove ( a cui dedicherò un discorso a parte) e soprattutto il progetto che avrà inizio oggi, #DonneEScrittura, ideato da me e sostenuto nel suo nascere da una prestigiosa pagina @CasaLettori e la sua fondatrice Marianna. 

#DonneEScrittura è un hashtag, ma è soprattutto un caffè letterario virtuale, dove leggere e rileggere le più intense pagine della letteratura scritta dalle donne. L’intento è di rivivere le scrittrici del passato, ridando spessore al loro inchiostro e scoprire insieme le autrici della letteratura contemporanea, comprese le emergenti. 

Il progetto partirà in forma aperta per farsi conoscere ed avere più respiro, ma l’intento è quello di arrivare a letture più specifiche.

  

Muore una donna

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Una donna muore

una sera,

sul divano, 

sola.

Si dissolve

nel fumo di se stessa

e della sigaretta

che ha spento

senza pietà;

si scioglie 

tra le lacrime 

di una stima

andata a male, 

si mescola 

ad una sensualità

ammuffita e rassegnata;

si schianta

ed è frantumi

tra i pugnali del

suo ultimo bicchiere 

lanciato sulla porta;

si acceca nel

buio avvolgente,

si intontisce

di silenzi indifferenti

e mentre barcolla

allunga una mano

nel desiderio 

di una carezza,

sola. 
  

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Saremo l’estate

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Avremo un tempo,

avremo uno spazio.

E torneremo

come l’estate

di luce accecante,

di aria calda,

di gioia incosciente.